Parlare in Pubblico in modo Naturale: 3 Tecniche

15/05/18 12.10 | Luigi Marangoni

Parlare in Pubblico in modo Naturale: 3 Tecniche

"Luigi, mi capita spesso di prepararmi bene un discorso, ma pronunciarlo con poca naturalezza. La conseguenza è che il messaggio non colpisce nel segno come dovrebbe, perché c’è qualcosa nel modo di parlare che non convince fino in fondo. Come risolvo questo problema?".  Mi trovo spesso ad aiutare professionisti con questo tipo di problema: la conseguenza è che il loro discorso perde di efficacia. La buona notizia è che il problema è risolvibile! 

In questo articolo ti illustro le tre cose che possono impedirti di essere spontaneo e come evitare di essere di nuovo percepito come innaturale dai tuoi ascoltatori.

Perché non riesco a parlare in modo spontaneo?

Definiamo prima di tutto cosa significa essere spontaneo. 

Nel dizionario Treccani troviamo questa definizione:

Spontaneo: che insorge e si determina in modo naturale, autonomo e immediato, non studiato o mediato dal ragionamento. Il contrario di spontaneo è quindi: studiato, ragionato, artificioso.

 

Chiaramente tutti preferiamo ascoltare un discorso che sembri sorgere dal cuore ed emergere sulla bocca dell’oratore in quel momento.  

Ed eccoci al nocciolo della questione, tanto affascinante quanto frainteso. 

Qui ci troviamo nel secolare paradosso che accomuna tutta l’arte e in modo particolare l’arte della recitazione, ma che ha la sua validità ovviamente anche per l’arte oratoria.

 

Te lo riassumo in una domanda: 

Come può un attore essere spontaneo pur avendo studiato e provato uno spettacolo a lungo? 

Ora, seguimi.

 

I 3 Errori che ti fanno sembrare "Artificioso, Artefatto, Costruito"

Continuiamo il parallelo tra attore e oratore e veniamo ai motivi che ti impediscono di essere spontaneo.

1. Io sono un creativo, preferisco improvvisare.

Si tratta di una convinzione che hanno in molti, soprattutto in Italia, terra di anarchici e creativi.

Il falso mito:

Per essere spontanei bisogna parlare improvvisando sul momento, liberamente, senza troppi schemi o strutture. Altrimenti c’è il rischio di sembrare artefatti. In più se improvvisi sei più talentuoso, creativo e geniale! Conosco un avvocato che sostiene che lui deve sempre improvvisare per essere più efficace.

La verità:

In realtà la vera spontaneità è una conquista, è il risultato di una preparazione approfondita. Per un attore la spontaneità passa addirittura attraverso la costruzione di una partitura precisa e ripetibile, fatta di gesti, parole, toni e dinamiche emotive.

Più questa partitura è provata e imparata nei dettagli più l’attore riesce ad essere libero e spontaneo in scena. È questo il paradosso: la libertà avviene all’interno di una struttura fissa, all’interno di regole.

 

Inoltre, la necessità di una partitura per l’attore deriva dal fatto che è un essere umano e come ogni essere umano ha delle giornate migliori e altre meno buone, ha notizie che arrivano improvvisamente nella sua vita, anche drammatiche, e la sera deve comunque andare in scena e garantire la buona riuscita dello spettacolo, fare in modo che il messaggio e le emozioni arrivino correttamente agli spettatori.

Lo stesso vale per un professionista che deve tenere un discorso: alla vigilia di una riunione molto importante lo stato emotivo può essere alterato da eventi che vanno oltre il nostro controllo, ma non ci possiamo permettere di fare errori al lavoro.

Per questo motivo la preparazione ti salva, sempre. È come un salvagente o, se preferisci, una garanzia di riuscita, anche nelle giornate più complicate.

 

L’improvvisazione invece può funzionare oppure no. Non puoi avere alcuna certezza di quale sarà il suo risultato.

In ogni caso per "saper improvvisare" ti devi allenare a lungo. Anche i professionisti della Commedia dell’Arte si allenavano duramente e quando improvvisavano lo facevano su canovacci e dinamiche ben conosciute e provate. Questo significa che l’improvvisazione totale per un attore non esiste, a meno che non sia il protagonista di una performance particolare per la quale ci vuole comunque allenamento ed esercizio all'interno di regole.  

Pensa anche ai jazzisti, che improvvisano all’interno di regole che tutti i musicisti rispettano. 

 

Bene, riassumendo, abbiamo visto che improvvisare ti impedisce di essere spontaneo e creativo. La buona preparazione è fondamentale per al meno due motivi:

 

  • Per riuscire ad essere naturale
  • Per garantire l’efficacia di uno spettacolo per un attore e di un discorso per un oratore.

 

2. Pensi solo a te stesso e non pensi al pubblico.

Il secondo motivo che ti impedisce di essere spontaneo è che non pensi al pubblico. Quando sei lì di fronte ai tuoi ascoltatori sei troppo concentrato su di te, su ciò che devi dire, sulle tue paure: questo ti fa perdere di vista ciò che rende un discorso naturale. 

Cosa rende un discorso naturale? 

Considera il tuo discorso come una conversazione. Il tono è informale, ma il dialogo è diretto. È finito il tempo della cattedra, del tono impostato, del “io parlo al pubblico”.

Oggi è più che mai è il tempo del “io parlo CON il pubblico”. 

Riassumendo: il secondo motivo che ti impedisce di essere spontaneo è che non parli veramente con il tuo pubblico, perché sei concentrato su di te. Ricorda:

Parla alle persone come se stessi conversando con loro.  

 

3. Impari a memoria o leggi .

Il terzo motivo che ti impedisce di essere spontaneo è leggere il tuo discorso o dirlo a memoria. 

Pensi che sia meglio dire esattamente le cose nel modo corretto, hai paura di sbagliare delle parole o dimenticarti dei passaggi, non sei preparato come vorresti e quindi fai la scelta che ti toglie totalmente la spontaneità. 

Ascoltami bene. Se vuoi, puoi leggere un passaggio o due, meglio se aiutandoti con una presentazione. Puoi impararti alcune parole per dire esattamente alcuni concetti a memoria. 

Lasciati però la libertà di trovare le parole in quel momento. 

A questo serve la preparazione, per sentirsi liberi di incontrare il pubblico guardandolo in faccia e conversando con lui, dicendo ciò che per te è importante, lasciando che le parole fluiscano al momento. 

E se non ti verrà proprio la parola che avevi pianificato, ce ne faremo tutti una ragione, ma non scorderemo la spontaneità di qualcuno che ha parlato con noi, mostrandoci ciò che per lui è importante, ciò che gli sta a cuore. 

Riassumendo: conoscere a fondo l'argomento di cui parli è ciò che ti serve per trovare le parole giuste senza ripetere a memoria.

 

3 Tecniche per Parlare in pubblico in modo Naturale

Per essere spontaneo ricorda quindi: 

  1. Preparati in modo approfondito
  2. Conversa con il pubblico
  3. Rielabora con le tue parole il discorso quando lo stai facendo 

Durante in nostri corsi di Public speaking o nel coaching one-to-one dico sempre che parlare in pubblico è una grande opportunità ed è un peccato che venga considerata come qualcosa che si deve fare, senza entusiasmo. 

Il mio obiettivo è trasformare questa opportunità da un incubo a una gioia. Gioia di condividere la propria idea, i propri obiettivi, la propria visione e i propri valori con chi ci ascolta.

 

Perché grazie alle tue parole puoi davvero aiutare le persone a considerare un nuovo punto di vista, le puoi rassicurare e le puoi ispirare. 

Parla e cambia il mondo!

 

Se vuoi scoprire il metodo che ho ideato per colpire nel segno con i tuoi discorsi scarica gratis la guida: “Le tre regole d’oro del Public Speaking”, ricchissima di riflessioni e tecniche per migliorare il tuo public speaking!

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Topics: Parlare in Pubblico

Luigi Marangoni

Scritto da Luigi Marangoni

Attore, Autore, Regista, Professional Coach, Direttore LiguriAttori. Mi sono formato in Coaching all’Istituto NLP Italy, ottenendo la certificazione con Master in Team Coaching, Business Coaching, Life Coaching (si tratta di una certificazione internazionale della Society NLP di Richard Bandler), riconosciuta dall’Associazione Professionale Nazionale Programmatori Neuro-Linguistici e dall’Associazione Professionale Nazionale del Coaching (costituite ai sensi della legge n.4/2013). Mi sono perfezionato in Coaching ad Alta Prestazione, ottenendo il diploma riconosciuto dalla Professional Coaching Association. Sono coach e formatore nel campo del Public Speaking, della comunicazione strategica e della gestione delle relazioni interpersonali, per aiutare professionisti, dirigenti, istituzioni e aziende a far fruttare al massimo il proprio potenziale.

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